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mercoledì 29 dicembre 2010

E anche quest'anno...




... ho gabbato la clessidra: son riuscita a finire di confezionare i regali per tutti, a impacchettarli senza tanti fronzoli, sobriamente ma sciccosamente (quest'anno per tutti carta ruvidina dorata e nastro di raffia color bronzo e rosso scuro metallizzati), e, udite udite, son riuscita ad andare a dormire la sera della vigilia a un orario decente!

Quest'anno sembra che sia riuscita a far contenti un po' tutti con i regali che ho pensato per ciascuno, e la cosa confesso che mi fa davvero tanto piacere, perchè ce la metto proprio tutta ogni volta per pensare a cosa potrebbe essere più utile e apprezzato da ogni destinatario. Dedico molta attenzione a scegliere il progetto, i materiali, i colori e ovviamente alla confezione, ma voi creative lo sapete anche meglio di me come funziona, no?

Ma veniamo ad altro, che ho un po' di fretta.


La preparazione dei regali mi ha assorbita e come al solito il blog non è stato aggiornato in tempo per farvi gli auguri di Natale, ma spero che l'abbiate passato bene e che vi abbia lasciato un po' più ricche, non tanto di cose materiali, ma di affetti o riflessioni.


Globalmente mi pare che il bilancio di quest'anno non sia esattamente dei più positivi: l'economia stenta a riprendersi, molte famiglie vivono la difficoltà di arrivare anche solo alla metà del mese, troppe donne ancora vittime di abusi, la politica che fa vivere il nostro paese in uno stato di precarietà che fa vedere tutto nero, la coscienza ecologica vista ancora troppo spesso come sciocco fanatismo piuttosto che reale necessità, troppe porte (anche e soprattutto quelle delle chiese) ottusamente chiuse davanti a senzatetto che ancora muoiono di freddo su un marciapiede... tutto questo e molto altro non vanno certo sul piatto della bilancia destinato all'ottimismo.


Per molti a tutto questo si aggiungono vicende personali non certamente rosee, e si sentono soli e gravati da un fardello che sono stanchi di trascinare.


Ecco, senza scadere nel retorico, ma sinceramente e di cuore, a tutte voi che mi seguite con tanta simpatia, o che passate di qui per caso, auguro innanzitutto di passare una serata allegra, gioiosa e piacevole in buona compagnia, per salutare col sorriso e un pizzico di ottimismo il nuovo anno. Ancor di più auguro a tutti, ma proprio a tutti,


che l'anno nuovo sia tanto generoso da esaudire almeno uno dei vostri desideri o sogni nel cassetto,

che sia tanto simpatico da lasciarvi in cambio altri sogni e desideri da coccolare,

che vi restituisca almeno una parte di tutti i baci, le carezze, i sorrisi che avete dispensato fino a qui,

che faccia tesoro di ogni vostra lacrima, e la custodisca come un prezioso, senza rendervene indietro nessuna,

che vi regali tanta forza per affrontare le salite, e tante risate per godere delle discese,

che preservi intatta la vostra creatività, e vi porti tanta tanta voglia di fare, sperimentare, provare e mettervi in gioco,

che non vi porti mai via la capacità di meravigliarsi e stupirsi anche delle piccole cose,

e soprattutto vi auguro che l'anno nuovo vi porti tanta tanta tanta compagnia, perchè la passeggiata che andremo a fare nei prossimi 12 mesi sia meno faticosa nei tratti più duri, e sia più lieta in quelli panoramici!


Buona passeggiata!







giovedì 23 dicembre 2010

Dài, dài che ci son quasi....

Il più è stato fatto: il primo passo è sempre il più difficile da compiere, e spero di non scontentare i gusti di nessuno con i progetti che ho scelto... ormai manca poco, giusto gli ultimi ritocchi prima di incartare le ultime cose, e poi posso finalmente rilassarmi e realizzare che anche quest'anno Natale me l'ha fatta. Essì, perchè quando passa di qui lo fa in punta di piedi, mi entra in casa alla chetichella per poi sorprendermi alle spalle con un sonoro "BHU'!", che mi fa saltare come Gatto Silvestro che si attacca all'intonaco del soffitto...
Per ora naturalmente posso solo farvi vedere il progetto craft che ho realizzato con la collaborazione di mio marito. Tirate fuori le decorazioni mi son resa conto di quante fossero: ogni anno se ne aggiungono di nuove, tutte diverse, tutte bellissime e tutte ugualmente care per l'affetto con cui mi sono state donate. Volevo averle tutte insieme, ma il mio albero è già pieno di addobbi che ho confezionato personalmente. Di prendere un altro eco-albero non se parla, anche perchè manca lo spazio. Crivellare una parete di gancini sarebbe assurdo: cosa ci metto poi per il resto dell'anno? E allora ecco l'idea: un albero di natale... piatto, un bell'espositore discreto ma caratteristico, capace di integrarsi sia in un ambiente modernissimo che in uno super country. Per le appassionate di interni shabby ovviamente basta impregnare di scuro il compensato e poi shabbare l'intera sagoma con uno smalto avorio, verde salvia, beige o candido, a gusto personale. Io l'ho voluto così, impregnato semplicemente di verde e di noce per la base.
Le decorazioni sono appese a dei piolini semplicissimi: si tratta di banalissime spinette da falegname, che si trovano in qualsiasi ferramenta, bricocenter o nel reparto di piccolo bricolage di qualsiasi supermercato. Chi preferisce una versione più sciccosa può ovviamente sostituirle con i gancini decorativi destinati ad appendere quadri alle pareti. Le spinette hanno il vantaggio di poter essere facilmente rimosse quando è ora di smontare tutto e riporlo in una scatola piatta (ikea-style docet!), perchè tutto il mio alberello si smonta: i 4 pezzi che lo compongono sono uniti sul retro da barrette in metallo e viti, lo stesso vale anche per il tronchetto, così il tutto ingombra molto meno e non si ammacca spostandolo quando serve una ravanata alla soffitta o al ripostiglio (soprattutto quando si cerca la valigia per le vacanze, lo stivale da sci, la motosega da serial killer, l'album di foto della nonna, il cadavere dell'amante dimenticato da tempo immemore...).
A me piace tantissimo, già da solo fa Natale, soprattutto per il significato che ha ogni decorazione appesa...

Cliccare per vedere da vicino ogni gioiellino esposto





venerdì 17 dicembre 2010

... sono in ritardo... sono in ritardo...

... mannaggia a me, mannaggia...
Come ogni anno mi sono impelagata nel mio personalissimo puntiglio dei regali di Natale hand made. Per tutta la famiglia. Ormai da circa 3 o 4 anni i negozi del centro non mi vedono più entrare e uscire, ravanare tra gli scaffali alla ricerca di questo o quel pensierino per l'amica o la zia. Insomma, l'ammetto, ho contribuito alla crisi economica. E se non ci stiamo risollevando pure è colpa mia, me ne assumo piena responsabilità.
Il guaio è che valla tu a scatenare la fantasia per cercare di accontentare (traduci: non scontentare troppo) tutti. Vada per le nipoti ormai ventenni. Vada per la nipotina settenne. Vada pure per sorella, mamma, suocera e zia. Quest'anno ho risolto abbastanza brillantemente pure per le cugine. Pure un paio di amiche sono a posto.
Dove sta il problema? eheheh.... il problema è che sta ancora tutto sulla carta, o meglio nella mia mente, e devo ancora tradurre in realtà tangibile.
Bellino il detto: basta il pensiero. Sì, ma qualcuno mi insegna come si fa a incartare e infiocchettare il pensiero??
Eppoi c'è un altro problema. I maschietti. Soprattutto quelli sotto i dieci anni. Mica li metti via facilmente, eh! L'anno scorso sono andata bene: il nipote grande l'ho fatto felice con una foderina in jeans trapuntato piena di tasche porta colori e porta giochini per un raccoglitore ad anelli, pieno di cartoncini da tagliare e incollare. Ovviamente corredata da stickers e colle glitterate, e quando è chiusa diventa una pratica valigetta. A dirla così sembra un brevetto degno della NASA, in realtà cosa piuttosto semplice e divertente da realizzare. I più piccoletti son stati sistemati con bavaglini a prova di pappa sputacchiata. Ma quest'anno son sicura, si aspettano qualcosa di ben più godereccio...
Dulcis in fundo presa da impegni che mi hanno tenuta fuori casa spesso e per luuuuunghi pomeriggi ho perso un sacco di tempo, e quel poco che mi restava lo dedicavo alle faccende di casa. Complice poi il mio connaturato procrastinare (tanto c'è teeeeempooooo), continuavo a sfogliare e riguardare tutti i progettini e i cartamodelli che ho a disposizione, cercando ispirazione. Avete presente quella terribile sensazione, quando tutto vi piace ma nulla vi convince? Ecco, qualcosa di simile al blocco dello scrittore davanti alla pagina bianca: mille idee e nessuna "vincente" per cominciare.
Sicchè mi ritrovo qui, davanti al mio blog, a sfogarmi con voi, a pensare a quante cose ho ancora da fare, a che giornata mi aspetta domani per andare a procurarmi "quel colore di filo", "un pezzetto di feltro", "il tubetto di colore", e pensando alla lastra di ghiaccio che nella notte glasserà irrimediabilmente l'accesso (in salita n.d.r.) alla strada dal cortile di casa mia. E dalla finestra guardo sconsolata la mia macchina che ho dovuto lasciar fuori dal garage perchè ormai ridotta a una specie di cup cake: avete presente quei muffin ricoperti da un ricciolone di cremina? ecco, l'effetto neve è proprio quello.
Insomma, ho almeno una decina di regali da preparare ancora, l'armadio trabocca di stoffe e guardacaso manca sempre quella che ti serve sul più bello che ti sei decisa cosa vuoi cucire.... sono in ritardo... sono in ritardo....
... aiutatemi...

Se vi interessano le mie creazioni:
federicabasso17@libero.it