Finalmente anche in Italia! date un'occhiata:

martedì 4 gennaio 2011

Breve (prometto) carrellata

Ogni tanto lo sapete, mi faccio tentare dal demonietto della vanità, al quale difficilmente riesco opporre resistenza. E così vi mostro una parte dei regali che ho preparato quest'anno per i miei cari. Giusto una parte, perchè non ho fatto in tempo a fotografare il resto...
Ho preparato un paio di questi babbucci spiaccicati, cartamodello Patties Ratties (Believe fallen Santa), ai quali ho dato un aspetto un po' meno rustico rispetto all'originale, usando un tessuto scozzese con un filo dorato metallico.


Una ghirlandina che avrei detto molto più complicata da realizzare, invece il cartamodello è estremamente semplice e veloce da cucire e imbottire, basta solo un pizzico di pazienza per le corna, il resto è proprio rapido rapido. Cartamodello Tilda, ma in questo caso il tocco rustico di un bel quadrettone bordeaux su fondo beige, e una cotonina Debbie Mumm per l'interno delle orecchie hanno avuto la meglio sui toni delicati e pastello tipici dello stile nordico! un paio di strisce di cotonina a quadrettini beige e verdi et voilà.


Infine un tripudio di feltro e sonaglioni: un faccione sonnolento di Babbo Natale, ma ENORME! Cartamodello "Un Mondo di Fantasia", per un testone delle dimensioni di circa 60 centimetri per 80, centimetro più centimetro meno. Purtroppo le foto fatte la sera con la sola illuminazione artificiale non rendono al meglio l'effetto finale, che vi assicuro è di grande impatto.

Per le mitiche Parolin's Girls mi sono cimentata con il primo esperimento semi-serio di country painting, del quale però ho solo una foto molto molto scura e poco leggibile che vi risparmio. Per il resto ho preparato un canovaccio con un tocco di appliquè a tema natalizio e una copertina sotto albero sempre decorata con applicazioni.
E questo è quanto, ora devo dedicarmi a un paio di incombenze alle quali mi sottrarrei più che volentieri... ma dal momento che dentro ai nostri armadi c'è rimasta solo l'eco credo sia opportuno riappacificarmi col ferro da stiro... sigh...

mercoledì 29 dicembre 2010

E anche quest'anno...




... ho gabbato la clessidra: son riuscita a finire di confezionare i regali per tutti, a impacchettarli senza tanti fronzoli, sobriamente ma sciccosamente (quest'anno per tutti carta ruvidina dorata e nastro di raffia color bronzo e rosso scuro metallizzati), e, udite udite, son riuscita ad andare a dormire la sera della vigilia a un orario decente!

Quest'anno sembra che sia riuscita a far contenti un po' tutti con i regali che ho pensato per ciascuno, e la cosa confesso che mi fa davvero tanto piacere, perchè ce la metto proprio tutta ogni volta per pensare a cosa potrebbe essere più utile e apprezzato da ogni destinatario. Dedico molta attenzione a scegliere il progetto, i materiali, i colori e ovviamente alla confezione, ma voi creative lo sapete anche meglio di me come funziona, no?

Ma veniamo ad altro, che ho un po' di fretta.


La preparazione dei regali mi ha assorbita e come al solito il blog non è stato aggiornato in tempo per farvi gli auguri di Natale, ma spero che l'abbiate passato bene e che vi abbia lasciato un po' più ricche, non tanto di cose materiali, ma di affetti o riflessioni.


Globalmente mi pare che il bilancio di quest'anno non sia esattamente dei più positivi: l'economia stenta a riprendersi, molte famiglie vivono la difficoltà di arrivare anche solo alla metà del mese, troppe donne ancora vittime di abusi, la politica che fa vivere il nostro paese in uno stato di precarietà che fa vedere tutto nero, la coscienza ecologica vista ancora troppo spesso come sciocco fanatismo piuttosto che reale necessità, troppe porte (anche e soprattutto quelle delle chiese) ottusamente chiuse davanti a senzatetto che ancora muoiono di freddo su un marciapiede... tutto questo e molto altro non vanno certo sul piatto della bilancia destinato all'ottimismo.


Per molti a tutto questo si aggiungono vicende personali non certamente rosee, e si sentono soli e gravati da un fardello che sono stanchi di trascinare.


Ecco, senza scadere nel retorico, ma sinceramente e di cuore, a tutte voi che mi seguite con tanta simpatia, o che passate di qui per caso, auguro innanzitutto di passare una serata allegra, gioiosa e piacevole in buona compagnia, per salutare col sorriso e un pizzico di ottimismo il nuovo anno. Ancor di più auguro a tutti, ma proprio a tutti,


che l'anno nuovo sia tanto generoso da esaudire almeno uno dei vostri desideri o sogni nel cassetto,

che sia tanto simpatico da lasciarvi in cambio altri sogni e desideri da coccolare,

che vi restituisca almeno una parte di tutti i baci, le carezze, i sorrisi che avete dispensato fino a qui,

che faccia tesoro di ogni vostra lacrima, e la custodisca come un prezioso, senza rendervene indietro nessuna,

che vi regali tanta forza per affrontare le salite, e tante risate per godere delle discese,

che preservi intatta la vostra creatività, e vi porti tanta tanta voglia di fare, sperimentare, provare e mettervi in gioco,

che non vi porti mai via la capacità di meravigliarsi e stupirsi anche delle piccole cose,

e soprattutto vi auguro che l'anno nuovo vi porti tanta tanta tanta compagnia, perchè la passeggiata che andremo a fare nei prossimi 12 mesi sia meno faticosa nei tratti più duri, e sia più lieta in quelli panoramici!


Buona passeggiata!







giovedì 23 dicembre 2010

Dài, dài che ci son quasi....

Il più è stato fatto: il primo passo è sempre il più difficile da compiere, e spero di non scontentare i gusti di nessuno con i progetti che ho scelto... ormai manca poco, giusto gli ultimi ritocchi prima di incartare le ultime cose, e poi posso finalmente rilassarmi e realizzare che anche quest'anno Natale me l'ha fatta. Essì, perchè quando passa di qui lo fa in punta di piedi, mi entra in casa alla chetichella per poi sorprendermi alle spalle con un sonoro "BHU'!", che mi fa saltare come Gatto Silvestro che si attacca all'intonaco del soffitto...
Per ora naturalmente posso solo farvi vedere il progetto craft che ho realizzato con la collaborazione di mio marito. Tirate fuori le decorazioni mi son resa conto di quante fossero: ogni anno se ne aggiungono di nuove, tutte diverse, tutte bellissime e tutte ugualmente care per l'affetto con cui mi sono state donate. Volevo averle tutte insieme, ma il mio albero è già pieno di addobbi che ho confezionato personalmente. Di prendere un altro eco-albero non se parla, anche perchè manca lo spazio. Crivellare una parete di gancini sarebbe assurdo: cosa ci metto poi per il resto dell'anno? E allora ecco l'idea: un albero di natale... piatto, un bell'espositore discreto ma caratteristico, capace di integrarsi sia in un ambiente modernissimo che in uno super country. Per le appassionate di interni shabby ovviamente basta impregnare di scuro il compensato e poi shabbare l'intera sagoma con uno smalto avorio, verde salvia, beige o candido, a gusto personale. Io l'ho voluto così, impregnato semplicemente di verde e di noce per la base.
Le decorazioni sono appese a dei piolini semplicissimi: si tratta di banalissime spinette da falegname, che si trovano in qualsiasi ferramenta, bricocenter o nel reparto di piccolo bricolage di qualsiasi supermercato. Chi preferisce una versione più sciccosa può ovviamente sostituirle con i gancini decorativi destinati ad appendere quadri alle pareti. Le spinette hanno il vantaggio di poter essere facilmente rimosse quando è ora di smontare tutto e riporlo in una scatola piatta (ikea-style docet!), perchè tutto il mio alberello si smonta: i 4 pezzi che lo compongono sono uniti sul retro da barrette in metallo e viti, lo stesso vale anche per il tronchetto, così il tutto ingombra molto meno e non si ammacca spostandolo quando serve una ravanata alla soffitta o al ripostiglio (soprattutto quando si cerca la valigia per le vacanze, lo stivale da sci, la motosega da serial killer, l'album di foto della nonna, il cadavere dell'amante dimenticato da tempo immemore...).
A me piace tantissimo, già da solo fa Natale, soprattutto per il significato che ha ogni decorazione appesa...

Cliccare per vedere da vicino ogni gioiellino esposto





venerdì 17 dicembre 2010

... sono in ritardo... sono in ritardo...

... mannaggia a me, mannaggia...
Come ogni anno mi sono impelagata nel mio personalissimo puntiglio dei regali di Natale hand made. Per tutta la famiglia. Ormai da circa 3 o 4 anni i negozi del centro non mi vedono più entrare e uscire, ravanare tra gli scaffali alla ricerca di questo o quel pensierino per l'amica o la zia. Insomma, l'ammetto, ho contribuito alla crisi economica. E se non ci stiamo risollevando pure è colpa mia, me ne assumo piena responsabilità.
Il guaio è che valla tu a scatenare la fantasia per cercare di accontentare (traduci: non scontentare troppo) tutti. Vada per le nipoti ormai ventenni. Vada per la nipotina settenne. Vada pure per sorella, mamma, suocera e zia. Quest'anno ho risolto abbastanza brillantemente pure per le cugine. Pure un paio di amiche sono a posto.
Dove sta il problema? eheheh.... il problema è che sta ancora tutto sulla carta, o meglio nella mia mente, e devo ancora tradurre in realtà tangibile.
Bellino il detto: basta il pensiero. Sì, ma qualcuno mi insegna come si fa a incartare e infiocchettare il pensiero??
Eppoi c'è un altro problema. I maschietti. Soprattutto quelli sotto i dieci anni. Mica li metti via facilmente, eh! L'anno scorso sono andata bene: il nipote grande l'ho fatto felice con una foderina in jeans trapuntato piena di tasche porta colori e porta giochini per un raccoglitore ad anelli, pieno di cartoncini da tagliare e incollare. Ovviamente corredata da stickers e colle glitterate, e quando è chiusa diventa una pratica valigetta. A dirla così sembra un brevetto degno della NASA, in realtà cosa piuttosto semplice e divertente da realizzare. I più piccoletti son stati sistemati con bavaglini a prova di pappa sputacchiata. Ma quest'anno son sicura, si aspettano qualcosa di ben più godereccio...
Dulcis in fundo presa da impegni che mi hanno tenuta fuori casa spesso e per luuuuunghi pomeriggi ho perso un sacco di tempo, e quel poco che mi restava lo dedicavo alle faccende di casa. Complice poi il mio connaturato procrastinare (tanto c'è teeeeempooooo), continuavo a sfogliare e riguardare tutti i progettini e i cartamodelli che ho a disposizione, cercando ispirazione. Avete presente quella terribile sensazione, quando tutto vi piace ma nulla vi convince? Ecco, qualcosa di simile al blocco dello scrittore davanti alla pagina bianca: mille idee e nessuna "vincente" per cominciare.
Sicchè mi ritrovo qui, davanti al mio blog, a sfogarmi con voi, a pensare a quante cose ho ancora da fare, a che giornata mi aspetta domani per andare a procurarmi "quel colore di filo", "un pezzetto di feltro", "il tubetto di colore", e pensando alla lastra di ghiaccio che nella notte glasserà irrimediabilmente l'accesso (in salita n.d.r.) alla strada dal cortile di casa mia. E dalla finestra guardo sconsolata la mia macchina che ho dovuto lasciar fuori dal garage perchè ormai ridotta a una specie di cup cake: avete presente quei muffin ricoperti da un ricciolone di cremina? ecco, l'effetto neve è proprio quello.
Insomma, ho almeno una decina di regali da preparare ancora, l'armadio trabocca di stoffe e guardacaso manca sempre quella che ti serve sul più bello che ti sei decisa cosa vuoi cucire.... sono in ritardo... sono in ritardo....
... aiutatemi...

lunedì 29 novembre 2010

... A grande richiesta

torno a postare per raccontarvi il mio fantastico sabato appena trascorso in quel di Bassano del Grappa.

L'occasione è stato l'annuale appuntamento con cui un gruppetto di bloggatrici dagli ingranaggi ricamerecci ben oliati, estimatrici dell'infaticabile autore Renato Parolin, converge da varie parti d'Italia, al solo scopo di invadere con tutta l'esuberanza di cui sono capaci (vi assicuro: è davvero molta...), l'accoglientissimo negozio della masochistica ospite: la fantastica Miki, ovviamente. Mi chiedo cosa la spinga a spalancare le porte almeno due volte l'anno per far entrare l'assordante tempesta di chiacchiere e risate, baci, abbracci, ricami compiuti e in corso, borse piene di pacchetti e fili svolazzanti che ci portiamo appresso... moh.

Tornando a noi: sabato mattina mi sveglio attanagliata da una micidiale combinazione di emicrania + cervicali, che mi costringono ad avvisare le mie compagne di merende del mio ritardo sulla tabella di marcia.

Ovviamente ingurgito prontamente un pasticcone per mettere a cuccia l'agonia, e mi metto comunque in marcia: non sia mai che perda l'occasione di partecipare a un tale assembramento!!

Ovviamente il viaggio di un'oretta e mezza si trasforma in un incubo, e devo far fermare l'auto almeno due volte per non trasformarmi in Linda Blair nell'Esorcista... ma giungiamo alfin senza colpo ferire all'appuntamento, dove l'accoglienza delle mie amiche si rivela essere la miglior panacea per le mie sofferenze.

Avete presente l'atmosfera che regna nel pollaio di Chicken Run (Galline in fuga)? ecco... mettete una decina scarsa di controfigure delle desperate housewifes (ehm... ecco... io diciamo che controfiguro da sola due attrici contemporaneamente... modestamente, vè!), appassionate di ricamo, che hanno la gioia di incontrarsi un paio di volte l'anno di persona, estimatrici dei paroliniani schemi al cospetto dell'autore in persona... e vedrete volare piume ovunque tant'è lo starnazzare! ehehehhehe, sono certa che le mie amiche non si offenderanno per il paragone: sapete tutte che il mio vuol essere un'affettuosa ironia, non certo una presa in giro per nessuno, per carità!





Ecco, se preferite la foto "ufficiale" vi rimando al blog di Pam, la prima che mi viene in mente ad aver postato la foto (ma peccchèee son sempre davantiiii??? che io da sola riempio mezza foto e nonmipiaccioooo!!!), qui vi accontentate della versione allegorica, ciàpa.

Bòn, finiti gli sbaciucchiamenti di rito, e allentata la presa della morsa che mi circoncideva il cranio, ci spostiamo al ristorante raggiunte dai maritozzi che nel frattempo erano andati a far comunella altrove - e non crediate che si siano divertiti meno di noi eh! le prime volte ci accompagnavano giusto perchè ognuno ha la sua croce da portare, e si son autodefiniti il "clan dei sOpporters", ma ormai son loro che ci chiedono quando sarà il prossimo appuntamento, forse vanno a vedersi la lap dance dove si esibisce "lady gengiva"... moh - e prendiamo posto. Anche qui ovviamente ci facciamo notare tipo Unni, visto che al nostro cicaleccio si aggiungono i lazzi dei bambinoni, per non parlare di quanti occhi puntati al nostro tavolo al consueto rito dello scambio di paccotti e pacchettini: praticamente lo spazio aereo sopra ai piatti per una decina di minuti è tutto uno svolazzare di nastri lucciccanti, carte sgargianti e borsine fruscianti! eheheh...

Tornate al negozio il clan dei sOpporters si dilegua nuovamente, e veniamo raggiunte dal Venerabile Maestro Shifu... ah no, quello era un altro film... il nostro è il Venerabile Maestro Parolin (da ora VMP)! Altro giro di svenevolezze, altro giro di risate, e credo che il VMP sia tornato a casa stremato dalla fatica di tenerci tutte a bada, ma in fondo sembra essersi divertito molto anche questa volta in nostra compagnia.

Ovviamente non è mancato lo shopping: inutile tentare di entrare nel negozio di Miki con le trappole in tasca per evitare di lasciarsi andare ad acquisti smodati... il suo impeccabile gusto ha fatto sì che quel posto sia zeppo di meraviglie cui NON puoi resistere.

Le più stoiche tra noi hanno sfidato il freddo, il mal di testa (ormai messo all'angolo, ma non certo a ko), i chilometri del ritorno e la stanchezza cronica per raggiungere un locale dove allietarsi con una peccaminosa cioccolata calda prima, e un ristorante dove gustarsi goduriosa cenetta poi. Che dire, se non quanto già detto alle mie amiche: se il tempo è uno dei nostri tesori più preziosi - come io ritengo - investirlo tanto bene come abbiamo fatto sabato non può che farmi sentire molto molto più ricca di prima.

Calato che fu il sipario su questo sfavillante teatrino, non ci rimane che tornare a casa. Canticchiando per tutto il tempo la sigla di apertura e chiusura del Clan dei sOpporters:



"La Marcia di Parolin"

(da cantarsi sul ben noto motivetto della "marcia di Topolino")


chi fa sempre ricamar i grandi ed i piccin
tutti ormai già lo san
solo Parolin

Lui col punto croce fa ricami e ricamin
lui con noi, noi con lui
Viva Parolin
Parolin .... (yee yeee)
Parolin .... (yee yee)
viva Parolin


domenica 14 novembre 2010

Alla conquista del Monte Walter

Ed ecco l'impresa di oggi della nostra intrepida scalatrice... purtroppo mi sono persa gli scatti dell'avventurosa bestiola che studia il percorso tortuoso, scrutando muso all'aria la via meno impervia, per poi lanciarsi in un primo maldestro tentativo, finito in un rovinoso scivolone a terra.
Ma la nostra caparbia atleta non demorde. Ritenta con successo, e dopo un temerario balzo, eccola arroccata saldamente, con aria di conquista, al campo base situato alla sommità dell'ambito altopiano.

Naturalmente un simile sforzo val bene un meritatissimo riposo....




Ovviamente a conosolidamento della vetta raggiunta, che corrisponde allo stomaco di mio marito... essì, il Monte Walter altro non è che quel mucchio bitorzoluto il cui sonno era già sufficientemente vegliato dalla soffice copertina... Ma Nova ha pensato che non fosse adeguatamente protetto, oppure non ha gradito che il suo posticino fosse così sfacciatamente usurpato...
Nel caso non si fosse capito chi comanda in questa casa....

martedì 2 novembre 2010

... ritenta, sarai più fortunato...

Altro giro di foto, altro giro di tentativi...










Allora, ritentate?
RULLINO I TAMBURI
SQUILLINO LE TROMBE
SBATACCHINO LE CAMPANE...
PAMOZZI VINCEEEE!!
e come te sbagli?!
We, Pamozzina, qua pare che trucchiamo i quizzini, per il secondo anno consecutivo ti aggiudichi il premio quiz vacanza... mannaggia la pupazza!
Adesso esprimi il tuo desiderio, e io vedrò di fare il possibile per esaudirlo... baci!
Se vi interessano le mie creazioni:
federicabasso17@libero.it